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set 05 2007
La Chiesa di S. Rocco
mercoledì 05 settembre 2007
Era lìinizio del 1600, la Toscana, specie il piano di Pisa, era infestata dalla malaria. La gente si rifugiava da sempre sui poggi, ma da là non si riparava da un altro spettro: la peste.
In quegli anni il 70% della popolazione ne fu colpito e interi borghi si ridussero a vivere nel supplizio e nel lutto.
Il Comune di Crespina non ebbe vittime!
Così gli abitanti decisero di erigere una chiesa in onore a S. Rocco per rendere grazie a quel Santo per avere esercitato la sua intercezione verso la Divina Provvidenza in favore di quel popolo.
Da allora quel chiesino realizzato con le pietre spoglie della vicina pieve di val d'Isola decaduta a quel tempo da almeno due secoli e di cui non se ne trova più traccia, non ebbe mai nessuna opera di manutenzione.
Un vecchio artista ormai in via di spengere le cento candeline ha testimoniato recentemente che si ricordava della chiesa di S. Rocco in via di degrado già da quando era piccolo.
E' partita l'opera di recupero di questo piccolo gioiellino artistico immerso nel verde delle colline pisane.
L'opera riporterà decenza al piccolo edificio, e con la Soprintendenza di Pisa è stato avviato uno studio per cui il restauro sia filologico, ovvero di ripristino dello stato originario. Compreso quello dell'affresco interno e dell'altare, opere di singolare bellezza e unicità per il periodo a cui si riferiscono. In più c'è anche il consolidamento statico che ne garantirà l'integrità per i prossimi secoli. Perchè questa storia?
Perchè noi Toscani siamo ricchi. Ricchi di testimonianze storiche, beni artistici, misericordia, ma anche ricchi di contraddizioni, campanilismo, ira e litigiosita.
Il chiesino era reclamato dai Crespinesi da anni e anni, ora il recupero è partito con lavori che procedono nei tempi e nelle forme stabilite dalla Soprintendenza di Pisa.
Non una voce si è levata dal Paese per riconoscere lo sforzo di questa piccola amministrazione, che comunque ha saputo trovare i fondi per i lavori. Ansi qualcuno ha criticato la scelta di lasciare più indietro altre cose che avevano importanza. Potere della democrazia!
Una delle menti storiche del Comune, uno di quelli che più di altri non vedeva l'ora di intervenire a S. Rocco, ha saputo trovare anche la vena polemica, legata al fatto che il chiesino verrà intonacato. Intonacato perchè la Soprintendenza di Pisa ha esaminato l'evento storico, ha rilevato che fu realmente realizzato con materiali di recupero e che in questi casi per occultare la disomogeneità dei materiali, gli edifici venivano intonacati e successivamente dipinti. Ne è una riprova il fatto che dell'intonaco ne rimangono presenti sulla facciata alcune tracce.
L'obiezione è stata: ma a Crespina tutti lo ricordano a faccia vista ma cosa si può rispondere, se non rimpiangere il fatto che nessuno, anche se quaggiù si campa in media 90 anni, non è sopravvissuto almeno 400 anni?
Dico io: devo rimpiangere anche il fatto che almeno un crespinese dovesse essere morto di peste?
Beata toscanità!

 

 

 

Fonte Massimiliano Vannini 

 


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