
La Tenuta Agricola Torre a Cenaia è un’antica proprietà immersa tra le dolci colline della Valdera, a soli 15 km dalla città di Pisa. Si sviluppa
su circa 500 ettari interamente accorpati, di cui 55 di bosco, 11 di laghetti, 30 di vigneto specializzato, il resto a seminativo. Troviamo traccia delle sue origini fin dal medioevo: una carta pisana del 1120 descrive le caratteristiche della borgata di Cenaia, con la sua “casa turrita” dalla quale deriva il nome dell’azienda.Nel corso dei secoli la tenuta ha fatto parte dei possedimenti d’alcune nobili casate tra le quali i Valery, i De Bearn ed i Pitti.
Proprio alla famiglia Pitti che
è stata proprietaria della Tenuta si deve il merito di aver compreso
le grandi potenzialità del territorio e di aver investito sulla ricerca e sulla qualità del settore vitivinicolo. Dal loro impegno nacque un particolare vino, ancora oggi prodotto nella nostra cantina, al quale i Pitti associarono il nome e lo stemma di famiglia. Con uno scritto olografo, l’ultimo discendente della famiglia Pitti, il conte Robert Pitti Ferrandi, ha concesso
all’Azienda Torre a Cenaia la possibilità di associare lo stemma araldico della storica famiglia Pitti di Firenze alla denominazione “Cenaja antica proprietà dei Pitti” .
Da questa connotazione fortemente storica nasce il desiderio da parte delle famiglie Coppini e Terzi di proseguire l’opera di valorizzazione del territorio caratterizzato da una marcata vocazione pedologica, da un’ottima esposizione e da un clima temperato.
Oggi Torre a Cenaia, che è tra l’altro riserva faunistico venatoria dove, tra la grande varietà d’animali presenti, particolare importanza riveste la lepre (la Tenuta è considerata azienda leader
per questo tipo di selvaggina), si distingue per l’elevata qualità delle produzioni agricole e vitivinicole; i sistemi di potatura e allevamento dei vitigni (Cordone Speronato e Guyot Semplice), l’attenzione verso l’ecosistema vitivinicolo, la selezione degli uvaggi, la resa per ettaro, i tempi e le modalità della vendemmia, le tecniche di vinificazione sono stati adeguati alle necessità della moderna viticoltura, sempre però con una particolare attenzione rivolta alle antiche tradizioni. La cantina che ha una capacità di 9.000 ettolitri è fornita di botti d’acciaio inox ed in legno di rovere ed è dotata d’impianto di
condizionamento e refrigerazione; utilizza le più moderne ed innovative tecnologie di settore ed è seguita personalmente dall’enologa dottoressa Graziana Grassini.